Adottare: far proprio, prendere come proprio il figlio d’altri.
Perché si siamo figli d’altri, ma sotto forma di umano messo al mondo cui non si conosce altro che il pianto primordiale e chissà per quante sventure non si sia potuti andare oltre a quella prima lacrima sul volto.
Ma poi eccoli arrivare,per i più fortunati,due raggi di luce pronti a farti Ri-nascere, a darti il calore, l’amore e la dedizione che meriti.
Loro che con gran fatica hanno lottato per ridare vita ad un essere che avrebbe potuto trovarsi a dover capire il mondo completamente solo,privato della gioia che la vita ti può dare. L’adozione sembra ancora ad oggi la cosa più difficile, indicibile da fare, ma sembra più ragionevole far vivere qualcuno nell’incomprensione più totale,nel dubbio, con il suo domandarsi quotidianamente:”perché non mi hanno desiderato, perché mi hanno abbandonato, quali difetti ho…”,e potrei continuare all’infinito con le domande che ci si pone, che ci poniamo anche noi che la fortuna ha baciato talmente forte ma che non ci fa sentire comunque abbastanza nella vita.
Come dice la nostra cara Littizzetto noi figli adottivi siamo nati due volte,e caspita si se questa frase è una delle più vere in cui mi immedesimo.
Luciana Littizzetto: “Te che la vita è bastarda, perché ti ha fatto nascere in un posto e rinascere in un altro. E non hai potuto scegliere. Nessuna delle due volte. Te che una mamma ce l’avevi ma poi n’è arrivata un’altra e adesso ne hai due ed è un gran casino. Te che sei da maneggiare con cura come c’è scritto sulle robe fragili. Che sei fatto di spine e ogni tanto pungi e ti dispiace. Che a volte non ci stai dentro, che vuoi scappare e non sai da cosa. Te che per paura di essere lasciato lasci, che non ti fidi mai”.
A noi Bambini che la vita ci ha messo alla prova fin dal nostro primo respiro vorrei dire che, l’amore dei genitori che ci hanno accolto nelle loro vite è la cosa più rara che esista che nessun essere umano può capire perché solo noi sappiamo e solo loro sanno che cosa si prova perche sono emozioni indicibili.
Sono grata alla vita, quel 2/11/99 sono stata chiamata con il mio nome attuale e accolta nelle braccia dei miei amati genitori per cui darei la vita,a cui ogni giorno dedico il pensiero che senza di loro non sarei quella che sono oggi e soprattutto non mi troverei dove sono oggi.
Scrivo tutto questo con la voce spezzata e le lacrime agli occhi perché in un mondo pieno di ingiustizia vorrei che il valore delle nostre vite sia meno difficile da apprendere,e che l’adozione diventi più facile e accessibile per chi il suo amore incondizionato è pronto a darlo a chi non ha avuto la fortuna di riceverlo senza dover lottare.
Non date mai per scontato la vita e l’amore.
Sara dall’Ucraina all’Italia.
Grazie a Mamma Cinzia e Papà Leo.

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